Nel mondo un bambino su 5 risiede in una zona di guerra. Parliamo di 475 milioni di bimbi. Radio Popolare ha realizzato un approfondimento a riguardo dialogando con il dottor Paul Ley, chirurgo ortopedico e collaboratore della Fondazione War Children Hospital con alle spalle anni e anni di esperienza sul campo in teatri di guerra per conto di numerose organizzazioni umanitarie, con Davide Musardo, psicologo di Medici senza Frontiere, Marina Castellano, 24 anni di esperienza come infermiera in diversi teatri di guerra, autrice del libro Vorrei vedere i bambini giocare, con Nello Scavo, giornalista del quotidiano Avvenire, autore del libro Il salvatore di Bambini e con Olga Yerokhina, portavoce dell'associazione Save Ukraine di Kiev.
"Sono un ortopedico pediatrico - racconta il dottor Ley a Radio Popolare -. A Gaza, all'EGH avevamo un numero imprecisato di pazienti feriti e sfollati che cercavano di raggiungere quell'ospedale in particolare perché all'inizio, per due o tre settimane, eravamo l'unica equipe non palestinese presente all'interno della Striscia e quindi nella testa di molte persone la nostra presenza lì rappresentava una sorta di protezione".
Durante la sua testimonianza a Radio Popolare il dottor Ley racconta della sua prima operazione arrivato a Gaza per conto della Comitato della Croce Rossa Internazionale (ICRC): un bimbo di quasi 3 anni a cui ha dovuto amputare entrambe le gambe. E poi, ancora, delle condizioni di lavoro all'interno dell'ospedale, in cui si stima ci fossero tra i 2mila e i 5mila pazienti.
Per ascoltare l'intervista integrale andata in onda su "Va Pensiero" di Radio Popolare, clicca qui.
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