Monza, Ospedale San Gerardo. Nella piccola sala dell’unità di chirurgia ricostruttiva, il professor Massimo Del Bene accoglie Giorgio Ghiglione, giornalista del The Guardian. Del Bene, pioniere del primo trapianto bilaterale di mani in Italia, allora chirurgo dell'Ospedale San Gerardo ed oggi fondatore di War Children Hospital, si occupava di quella che lui stesso definisce "Chirurgia della tortura": aiutava i sopravvissuti agli orrori nei campi di detenzione in Libia a riacquisire autonomia.
Tutto è iniziato con Mohammed, giovane ghanese arrivato in Italia dopo un anno di torture. Una ferita da machete gli aveva reciso tutti i tendini della mano. Grazie alla segnalazione di un’infermiera e alla collaborazione tra Caritas e la cooperativa Symploké, il ragazzo è arrivato a Monza. Da allora, il professor Del Bene ha curato gratuitamente una dozzina di casi simili, affrontando ferite spesso vecchie di anni.
«Chi tortura sa esattamente dove colpire», racconta Del Bene. «Se ti rovino una mano, ti tolgo la dignità. Non potrai più guidare, sollevare una cassa, lavorare». Ed è anche al The Guardian che il dottor Del Bene confidò quello che allora era un sogno e che oggi sta diventando realtà con la fondazione di War Children Hospital: un ospedale in Italia dedicato ai bambini feriti nei conflitti armati, per offrire terapie ricostruttive che nei Paesi in guerra sono spesso impossibili da realizzare.
Leggi l'articolo completo a firma di Giorgio Ghiglione per il The Guardian a questo link.
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